GRUPPO INCONTRO | COSTRUIRE COMUNITA’ OSPITALI E SOSTENIBILI
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COSTRUIRE COMUNITA’ OSPITALI E SOSTENIBILI

14 Lug 2014, Posted by Manuela Franchi in Contributi scientifici

Posters presentati nell’ambito del 10° Convegno Nazionale S.I.P.CO.
Società Italiana di Psicologia di Comunità
“Costruire comunità ospitali e sostenibili. Nuove sfide per la psicologia di comunità”
Cesena, 19-21 giugno 2014

Progetto CON-Tatto. Interventi integrati per la promozione di corretti stili di vita per minori e famiglie.

Fabiano Pesticcio – Educatore – Gruppo Incontro Cooperativa Sociale – Pistoia

Francesco Rimediotti – Educatore – Gruppo Incontro Cooperativa Sociale – Pistoia

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Con-Tatto non nasce come un progetto preconfezionato ma si propone di coinvolgere i giovani in prima persona, come protagonisti del loro progetto individualizzato. Si rivolge anche alle famiglie dei giovani sostenendole nel recupero del ruolo genitoriale, risorsa insostituibile e fondamentale per il minore e per la società.

OBIETTIVI  SPECIFICI DEL PROGETTO

Gli obiettivi importanti che il progetto si propone sono: sviluppare le potenzialità creative ed espressive, approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé, elaborazione di un personale “Progetto di Vita”, ricostruire una relazione  con i propri familiari, assolvimento dell’obbligo formativo, educazione alla cittadinanza attiva, educazione all’affettività, educazione alla medialità, educazione alla legalità, educazione alimentare, educazione all’ambiente.

RISULTATI DEL PROGETTO DI  RICERCA

Nel percorso ha assunto  un ruolo significativo il lavoro che  è stato effettuato con i familiari del minore inserito in Con-tatto. Questo obiettivo è stato raggiunto, infatti i minori segnalati dai Servizi della Valdinievole sono stati 30, quelli di Pistoia 11 per un totale di 41 casi. Le caratteristiche demografiche dei soggetti sono le seguenti: 29 maschi e 12 femmine; età media 16,09 anni; nazionalità italiana in 28 casi pari al 68% , straniera in 13 casi pari al 32% ( 6 rumeni, 3 albanesi, 2 marocchini, 1 lettone, 1 russa). Scolarità:  frequentano la Scuola Superiore 18 ragazzi, Scuola Media 10, Corsi di recupero o completamento obbligo scolastico 1, Corsi di formazione 4, Scuole serali 2, Abbandono scolastico e formativo 5, non iscritto in nessun istituto scolastico perché arrivato in Italia da pochi mesi 1. Per quanto riguarda il nucleo familiare di questi minori essi sono così composti: Nuclei familiari integri  14; Famiglie ricostituite 7; Genitore unico (madre) 9;Genitore unico (padre) 1; Genitori separati  Genitori adottivi 1; Entrambi genitori assenti (vive con i nonni) 2.

Da questi dati emerge che nel 50% dei casi valutati la condizione familiare risulta  disgregata. Le problematiche dei minori   segnalati dai Servizi invianti  possono essere sinteticamente raggruppate nelle seguenti macrocategorie:  uso di sostanze legali e/o illegali,  certo o presunto 10 casi; dipendenza da Internet o videogiochi  2 casi; sospetto Gioco d’Azzardo Problematico 1 caso; problemi alimentari o obesità 7 casi; disturbi della condotta ed  aggressività 9 casi; Disturbi Specifici dell’Apprendimento  2 casi; problematiche relazionali in famiglia 10.

Gli esiti del progetto sono stati valutati  in base a criteri specifici riportati nel report finale del progetto  e presentati nella giornata conclusiva svoltasi il 24 settembre  a Monsummano Terme (PT). In sintesi gli esiti sono stati molto positivi  con il raggiungimento delle finalità che si proponeva  e cioè: sperimentare una modalità di intervento efficace, efficiente ed economica, validata e replicabile; sviluppare modelli di intervento alternativi  all’ inserimento presso la comunità terapeutica o che ne riducano i tempi di permanenza residenziale per quei soggetti che necessitano di tale intervento. La realizzazione del Progetto  è stata possibile anche grazie alla generazione di sinergie condivisa con i vari  Servizi che hanno partecipato al Progetto sia come soggetti invianti e titolari dei casi,  sia come soggetti  attivi nella presa in carico del giovane. La frequenza dei giovani al Progetto, la soddisfazione dei giovani coinvolti e dei loro familiari per il servizio ricevuto e la soddisfazione degli operatori dei Servizi Sociali coinvolti, pur con delle differenze tra le due zone di Pistoia e Valdinevole. La soddisfazione percepita per il servizio ricevuto dai familiari e dai minori, misurata attraverso il T.P.Q, (Treatment Perceptions Questionnaire,  J. Marsden et al. )  è risultata positiva,  infatti nelle 3 domande chiave di tale questionario: “L’équipe ha contribuito a motivarmi nel risolvere i miei problemi”; “Ritengo che l’équipe abbia fatto un buon lavoro”; “Ho ricevuto l’aiuto che stavo cercando”  le risposte hanno confermato una soddisfazione elevata in circa l’80% dei casi.

 A. Treatment Perceptions Questionnaire (TPQ) ; B. scheda  di osservazione psico-pedagogica;  C. PTI – RES; D. SCL-90* Symptom Checklist-90)

fabiano[email protected]  –   [email protected]

 

 

 Progetto PRO–XIMITE’ 

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PRO–XIMITE’ viene presentato per la prima volta sul territorio pistoiese e rappresenta la terza edizione di un’iniziativa progettuale che nel primo biennio si è concretizzata sui territori di Firenze e di Lucca e che si configura  come  un  sistema  integrato  di  attività  di  mediazione  sociale,  mediazione  interculturale  e animazione/facilitazione comunitaria che si realizzano principalmente attraverso due azioni:

  • costituzione  Punti di Prossimità presso i condomini ERP (gestiti da educatori/animatori/mediatori culturali);
  • gestione  Sportelli di Mediazione Sociale territoriali collocati in sedi separate nei diversi territori o allestiti nei condomini (gestiti da mediatori sociali).

I diversi interventi prevedono attività finalizzate a  facilitare  la  gestione  di  conflitti  condominiali  (fra  immigrati  e  italiani  ma  anche  fra  gruppi  di immigrati di comunità diverse)  a promuovere e qualificare le relazioni di vicinato e di quartiere;  ad  accompagnare  i  cittadini  all’acquisizione  di  competenze  individuali  e  di  gruppo  per  la  corretta gestione degli alloggi, per l’educazione al consumo responsabile e per il proficuo accesso ai servizi in tema di istruzione e formazione, lavoro, sanità, legalità.

METODOLOGIA DI LAVORO

Gli educatori/operatori agiscono sia all’interno dei Punti di Prossimità, sia in modo itinerante presso le zone e gli spazi comuni intorno al condominio, quali  giardini e cortili o  direttamente al domicilio. Ai professionisti spetta il compito di divenire punto di riferimento all’interno dei condomini, curare il primo contatto, fare la prima analisi della situazione e dei bisogni, nei casi possibili attuare una  mediazione di primo livello. Una volta instaurata la relazione, in base alle richieste/esigenze/ interessi degli abitanti del quartiere sono state effettuate attività laboratoriali e iniziative di socializzazione e animazione per donne, uomini e bambini/ragazzi. Tutte le azioni proposte vengono pubblicizzate con l’affissione di volantini nella bacheca situata all’interno  di  ogni  scala  e  nelle  cassette  postali, così come presso i  commercianti e  le attività ricreative  o  associative delle zone di pertinenza intercettando ogni volta un numero cresente di  persone e intrattenendosi con essi in momenti  informali di dialogo. Gli  operatori e i mediatori culturali lavorano  per questo progetto a stretto contatto con  i mediatori sociali e la partecipazione si allarga a tutti i servizi e alle organizzazioni del territorio che possono collaborare.

OBIETTIVI

La finalità è quella di ridurre e prevenire i conflitti fra nuclei di abitanti prestando particolare attenzione alle dinamiche caratterizzate dal fenomeno dell’immigrazione e intervenendo per la: risoluzione, riduzione e prevenzione delle controversie; costruzione e rafforzamento di sistemi di relazioni; capacitazione dei gruppi e dei singoli ad autoregolamentarsi e autogestirsi responsabilmente; promozione di processi di integrazione e inclusione sociale dei cittadini di paesi terzi nella  comunità locale di accoglienza; sensibilizzazione e coinvolgimento attivo della comunità locale nel processo di integrazione. Il progetto trasferisce buone prassi emerse da esperienze che sono risultate esemplari sui  territori comunali di Firenze, Lucca e Capannori, assicurando la sperimentazione nel contesto pistoiese e capitalizzando allo stesso tempo i risultati delle iniziative sviluppate nell’ambito del progetto di quartiere Le Fornaci.

DISCUSSIONE/RISULTATI

Sono stati realizzati vari laboratori quali: ginnastica dolce, cucito e maglia, animazione per bambini, educazione al consumo, lingua italiana. Di particolare interesse il laboratorio interculturale dove è stato creato un documento che raccoglie i suggerimenti degli abitanti per migliorare l’abitabilità nel quartiere e che verrà consegnato al Comune, dietro espressa richiesta del Sindaco. Rispetto allo sportello di mediazione, tra i vari casi esaminati, merita particolare attenzione quello concernente la richiesta di pagamento delle spese condominiali pregresse (cd. “conguaglio”) inviata da SPES spa, a fine 2013, alle famiglie del condominio “il Triangolo”. I condòmini hanno ritenuto opportuno autoconvocarsi in assemblea per discutere dell’accaduto e tentare quindi di individuare strumenti di autotutela. Quanto avvenuto, in considerazione dell’assenza totale nel quartiere della pratica di autogestione, può rappresentare un importante punto di partenza per l’acquisizione da parte degli stessi inquilini di una loro nuova consapevolezza, soprattutto in chiave partecipativa al vivere comune. Sempre nell’ottica dell’autodeterminazione e della partecipazione al bene comune da rilevare l’attività di ripulire alcuni condomini, messa in atto dietro proposta di un gruppo di condòmini che in prima persona hanno tolto rifiuti che stanziavano da mesi.

ALCUNI DATI

Attivati 5 laboratori, 18 eventi/percorsi di animazione, 109 interventi di mediazione sociale. I destinatari/beneficiari a maggio 2014 sono stati 355.

CONCLUSIONI

PRO–XIMITE’  funge da «cerniera» con altri progetti attualmente in corso nel quartiere Le Fornaci. Le peculiarità del progetto sono: il  lavoro  di comunità centrato su processi di  empowerment della popolazione residente a Le Fornaci, gli strumenti di mediazione sociale finalizzati alla soluzione di conflitti, il coinvolgimento di esperti di giurisprudenza, l’individuazione ed il rafforzamento di residenti leader per la promozione del processo di  integrazione .Grazie a questi elementi innovativi il progetto è stato nuovamente finanziato e dal prossimo settembre sarà avviata la quarta edizione, dove verrà sperimentata l’azione di «mediazione abitativa».

Autori: Tiberio Favagrossa ; [email protected];

Donatella Carradori; [email protected]

 

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