GRUPPO INCONTRO | PROGETTI E RICERCHE
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PROGETTI E RICERCHE

MOSCHEA

GRUNDTVIG:

‘IAM – Art as an agent for change’ è un progetto Europeo, realizzato all’interno del Programma LLP Grundtvig, iniziato a Settembre 2012 e ancora in corso di svolgimento. Tale progetto prevede l’utilizzo dell’arte come strumento per accrescere l’autostima dei partecipanti, nel nostro caso utenti che stanno svolgendo un programma terapeutico in uno dei nostri centri residenziali, e soprattutto per far conoscere l’esperienza del recupero e del trattamento alla comunità/società più in generale, così da cercare di ridurre lo stigma nei confronti di chi ha una dipendenza.
Al progetto partecipano l’Inghilterra con l’Associazione Portraits of Recovery (PORe) e l’Università di Manchester (MMU); la Turchia con l’Associazione Türkiye Yeşilay Cemiyeti di Kütahya; l’Italia con il Gruppo Incontro di Pistoia e Federserd di Pescara.
Collaboreranno con noi 3 artisti affermati a livello internazionale: il coordinatore è Ali Zaidi (UK), coadiuvato dall’artista emergente Leon Jakeman; Cristina Nuñez (Spagna) e Selda Asal (Turchia).

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DAL CARCERE ALLA COMUNITA’:

Il progetto, realizzato grazie al contributo della Regione Toscana, è nato dalla constatazione della problematica situazione nella quale il sistema carcerario si trova, una situazione critica per le condizioni di sovraffollamento legato all’alto numero di detenuti presenti. Tra i detenuti è significativa l’incidenza di persone con problemi di dipendenza e abuso di sostanze psicotrope ma pochi, a tutt’oggi, sono coloro che beneficiano di misure cautelative e/o alternative alla detenzione e di trattamenti sia ambulatoriali che residenziali in comunità terapeutica.Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo che il progetto si pone è quello di avviare, portare avanti e sviluppare una riflessione sulle seguenti tematiche: definizione di procedure idonee per il passaggio dal regime detentivo a quello alternativo in programma residenziale di trattamento; individuazione di criteri di inclusione ai trattamenti residenziali, dal punto di vista clinico; individuazione di eventuali modifiche da introdurre nei programmi residenziali per l’accoglienza di persone che provengono dalla detenzione; individuazione di strumenti per una comunicazione efficace tra gli staff terapeutici e la magistratura.

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INTERAZIONI TRIADICHE FAMILIARI:

Il Gruppo Incontro partecipa al progetto di ricerca relativo all’applicazione di una procedura di analisi delle interazioni triadiche in ambito clinico e terapeutico (T.I.A.P. Venturelli, Fruggeri) promosso dall’Università degli Studi di Parma e dal Centro Bolognese di Terapia della Famiglia. Uno degli obiettivi del seguente progetto è di focalizzare l’attenzione sulle micro interazioni familiari, considerando la presenza in una  famiglia di sottogruppi o diadi (madre-figlio/a, padre-figlio/a, madre-padre) con lo scopo di fornire al terapeuta stesso e alla famiglia nuovi spunti di riflessione, nuove piste diagnostiche e la verifica di ipotesi precedentemente prese in considerazione. Un aiuto ulteriore per la psicoterapia familiare.