Regolamento generale
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Regolamento generale

 

Regolamento Interno

PREMESSA

Il presente regolamento interno

• È lo strumento fondamentale per la organizzazione e la gestione della Cooperativa.

• Definisce l’assetto organizzativo della Cooperativa, la sua struttura gestionale i ruoli e le

funzioni direttive.

• Definisce i rapporti tra Cooperativa e soci.

• E’ stato approvato dall’assemblea della cooperativa in data 30 novembre 2006 ai sensi

dell’articolo 6 della Legge 3-4-2001 n. 142 ed entra in vigore dal giorno 18 dicembre 2006

• Potrà essere modificato con delibera dell’assemblea ordinaria dei soci.

• Esso verrà depositato, entro 30 giorni, presso la Direzione Provinciale del Lavoro.

2. Le disposizioni del presente regolamento, salvo diversa indicazione, si intendono applicabili

a tutte le categorie di soci indicate all’articolo 1 fatta eccezione per i soci volontari per i quali

è prevista una specifica normativa

3. Per quanto non previsto dal presente regolamento si farà riferimento allo statuto, alle

delibere degli organi sociali, alle disposizioni di legge applicabili.

4. I soci lavoratori della cooperativa:

a) concorrono alla gestione dell’impresa partecipando alla formazione degli organi sociali e

alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell’impresa;

b) partecipano alla elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le

scelte strategiche, nonché alla realizzazione dei processi produttivi dell’azienda;

c) contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio d’impresa, ai

risultati economici ed alle decisioni sulla loro destinazione;

d) mettono a disposizione le proprie capacità professionali anche in relazione al tipo e allo

stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibili per la

cooperativa stessa.

5. Il rapporto di lavoro dei soci, pur se ulteriore rispetto a quello sociale, trova in quest’ultimo

il suo fondamento in quanto la cooperativa ha tra i suoi scopi quello di fornire opportunità di

lavoro ai propri soci.

6. Il contenuto del presente regolamento sarà sottoposto a certificazione ai sensi del DLGS

276/2003 presso l’apposita commissione presso la Direzione provinciale del lavoro di Pistoia.

7. Il presente regolamento è integrato da una “Carta etica” i cui contenuti sono vincolanti per

tutti i soci della Cooperativa ed i cui principi costituiscono il fondamento dell’azione

cooperativistica.

8. E’ costituito un “Comitato etico” al fine di valutare e controllare la corretta applicazione

della “Carta etica”.

Il presidente del consiglio di amministrazione è delegato ad espletare tutti gli adempimenti per tutto quanto espresso in premessa.

 

NORME GENERALI – tipologie di soci

Articolo 1

1. Come da art. 6 dello Statuto di questa Cooperativa le tipologie di soci previste sono:

• soci cooperatori, suddivisi in:

– soci lavoratori

– soci volontari

• soci categorie speciali

• soci sovventori

• soci finanziatori

2. Tra socio cooperatore e cooperativa potrà essere instaurato uno dei seguenti tipi di rapporto:

• Contratto di lavoro subordinato, nelle varie tipologie possibili, anche formative,

compatibili con lo stato di socio

• Contratto di lavoro autonomo

• Contratto di collaborazione a progetto

• Rapporto di volontariato ai sensi della Legge 381/1991

E’ inoltre possibile la scelta di qualsiasi altro tipo di contratto di lavoro, anche di nuova

introduzione nell’ordinamento italiano, purché compatibile con lo stato di socio.

3. La cooperativa provvederà, entro 30 giorni dall’approvazione del presente regolamento, a

confermare al socio il tipo di contratto in essere se non si verificano variazione ovvero a definire un nuovo contratto di lavoro.

 

Modalità di individuazione del tipo di contratto

Articolo 2

1. L’individuazione del tipo di contratto di lavoro tra socio e cooperativa deve essere

operata in funzione del raggiungimento degli scopi della cooperativa tenuto conto:

– del contesto operativo dove la prestazione verrà effettuata;

– del possesso da parte del socio delle professionalità richieste;

– del possesso da parte del socio degli eventuali titoli e/o iscrizioni ad

albi, elenchi, ordini ecc.;

– delle caratteristiche, delle modalità e dell’organizzazione con cui si svolgerà il rapporto

di lavoro;

– del tipo di lavoro disponibile nella cooperativa.

2. E’ possibile modificare il tipo di rapporto di lavoro instaurato, previo accordo tra le parti e

previa sottoscrizione di un nuovo contratto individuale, a condizione che siano rispettate le

condizioni sopra indicate. Qualora sia il socio a richiedere la modifica, la trasformazione

potrà avvenire a condizione che la cooperativa abbia la possibilità di adibire il socio a lavori

che siano compatibili con la tipologia richiesta.

 

Compatibilità con altra attività

Articolo 3

I soci, senza espressa autorizzazione scritta da parte del Consiglio di Amministrazione ed indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro instaurato, non possono prestare verso soggetti terzi, attività lavorative, remunerate o volontaristiche che siano assimilabili, affini o direttamente riconducibili a quelle svolte dalla Cooperativa qualora, per tali motivi le attività prestate si configurino in concorrenza con quelle svolte dalla Cooperativa .

 

Comunicazione di ammissione

Articolo 4

1. L’ammissione al lavoro verrà comunicata al lavoratore, che vi dovrà aderire a norma dell’articolo 1 della Legge 142/2001, in forma scritta, attenendosi a quanto disposto dal presente regolamento.

2. Il socio dovrà consegnare la documentazione necessaria per lo svolgimento del contratto di lavoro. Il consiglio di amministrazione è delegato a predisporre, per ogni tipo di contratto l’elenco dei documenti richiesti. Il socio è inoltre tenuto a comunicare tempestivamente tutte le successive variazioni relative ai dati e ai documenti presentati

3. Il trattamento dei dati personali del socio lavoratore verrà attuato nel rispetto delle disposizioni di legge in materia, Legge 196 del 30 Giugno 2003 e ss.mm

4. In caso di contratto di tipo subordinato saranno indicati tutti gli elementi previsti dalle disposizioni di legge in materia.

5. Per tutti gli altri tipi sarà stipulato un apposito contratto in base alle norme specifiche del

rapporto di lavoro contenente tutti gli elementi necessari per il regolare conferimento del lavoro.

 

Distribuzione del lavoro

Articolo 5

1. La cooperativa provvede, tramite la propria organizzazione, all’acquisizione del lavoro e alla relativa redistribuzione ad ogni socio in base alle mansioni assegnate, alla professionalità posseduta, al grado di responsabilità acquisita e al tipo di contratto in

essere. Tale ripartizione dovrà essere effettuata, in base ai criteri di cui al presente comma, con la massima equità.

Compatibilmente con le esigenze di servizio la cooperativa si adopererà per favorire il massimo di lavoro possibile per i soci privilegiando questi stessi, rispetto ad altro personale non socio sotto l’aspetto della garanzia relativa alla continuità occupazionale .

2. Le norme di cui al presente articolo sono applicabili a tutti i soci indipendentemente dal tipo di contratto in essere, anche in caso di rapporto subordinato a tempo parziale. In tale ipotesi i trattamenti retributivi e contributivi si intendono riproporzionati in funzione della ridotta attività lavorativa.

In caso di lavoro a tempo parziale la cooperativa non potrà comunque richiedere prestazioni eccedenti rispetto a quelle previste dalla vigente legislazione e dal contratto individuale senza il consenso del socio fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6 comma 1 lettera e) della legge 142/2001 (deliberazioni nell’ambito di un piano di crisi aziendale).

 

Diritti e doveri del socio

Articolo 6

1. Tutti i soci hanno uguali diritti ed uguali doveri indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro instaurato. Costituisce pertanto divieto da parte dei soci tutti ed in particolare degli amministratori e delle figure direttive o comunque apicali, porre in essere trattamenti di disparità tra i soci, sia in relazione ai diritti della persona , sia a quelli sociali che professionali. 2. In particolare, per quanto attiene ai fini mutualistici che la Cooperativa si obbliga, per Statuto, a perseguire e a realizzare concretamente in relazione alla propria connotazione “sociale” e di “cooperativa di produzione lavoro”, i soci lavoratori , qualsiasi sia la tipologia di contratto lavorativo con cui operano all’interno della cooperativa, hanno diritto alla garanzia del lavoro e della continuità di occupazione alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali, compatibilmente ed in modo commisurato alle disponibilità economico-finanziarie della cooperativa stessa . Parimenti tutti i soci lavoratori, qualsiasi sia la tipologia di contratto lavorativo applicato, hanno il dovere in ragione dello scambio mutualistico a cui si obbligano con la propria adesione alla compagine sociale, di impegnarsi al massimo per contribuire alla crescita ed allo sviluppo della cooperativa ed alla propria continuità lavorativa, apportandovi la propria opera professionale ed il proprio contributo sociale, salvaguardandone l’organizzazione dei servizi e non pregiudicandone l’immagine ma anzi contribuendo ad accrescerne il prestigio e la visibilità. Il socio, in caso di perdita del posto occupato per motivi non dipendenti dal suo comportamento o dalla sua volontà, ha diritto a che la cooperativa si impegni per proporgli, per quanto possibile, nuove possibilità lavorative attinenti alle sue qualifiche professionali ed al percorso maturato. 3. Tutti i soci hanno il diritto ed il dovere di partecipare alle riunioni ed alle assemblee dei soci e di esprimere liberamente e democraticamente le proprie opinioni, le proprie considerazioni ed il proprio voto, fermo restando l’obbligo di un contegno e di un atteggiamento appropriato e rispettoso rispetto al contesto, agli altri soci e agli amministratori. Tutti i soci sono tenuti al Segreto per cui tutte le decisioni ed i fatti interni della cooperativa non devono essere comunicati all’esterno ed ai terzi, al di fuori dei contesti appropriati. Ogni socio deve attenersi alle deliberazioni assunte dagli organi sociali della Cooperativa. Tutti i soci possono richiedere incontri con il C.d.A. per esporre proposte e/o problemi. Tutti i soci hanno inoltre diritto di partecipare alla vita sociale anche attraverso l’elaborazione di progetti o proponendo iniziative da sottoporre al CdA. E’ parimenti dovere del socio collaborare su richiesta dell’Assemblea, del CdA o del Presidente alla realizzazione di quelle attività e iniziative che hanno come finalità lo sviluppo della Cooperativa. 4. Tutti i soci hanno il diritto ed il dovere di informazione. La Cooperativa si obbliga ad individuare strumenti e procedure di informazione atti a garantire che i soci siano costantemente e correttamente informati sulle questioni e sui fatti riguardanti la vita della cooperativa stessa. I soci, parimenti, hanno il dovere di consultare ed utilizzare gli strumenti informativi indicati e messi a disposizione della Cooperativa al fine di mantenersi

aggiornati sulle comunicazioni fornite, sia che esse riguardino l’aspetto sociale/societario sia che esse riguardino l’aspetto funzionale e operativo. ; 5. il socio ha il diritto ed il dovere di formarsi ed aggiornarsi per migliorare costantemente il ruolo svolto in cooperativa attraverso i vari momenti formativi promossi dalla cooperativa. È dovere del socio, per quanto possibile, rendere disponibile la propria formazione agli altri soci e colleghi. 6. Nella cooperativa sono vietate discriminazioni tra i soci basate sulla razza, sul genere, sul colore, sull’origine nazionale o etnica, sugli orientamenti sessuali, sullo stato civile , sulle convinzioni e le pratiche religiose, politiche o sindacali; 7. Ogni socio ha diritto di criticare l’opera della cooperativa. Affinché tale critica sia costruttiva nell’interesse della Cooperativa stessa e dei suoi aderenti, i soci dovranno esprimere il proprio dissenso in forma scritta o comunque in contesti appropriati e riconosciuti, quali assemblee, incontri strutturati tra i soci, momenti di incontro con gli amministratori etc. E’ pertanto fatto divieto ai soci di parlare delle problematiche organizzative e/o aziendali della cooperativa in contesti inappropriati ed in particolare in presenza di terzi. E’ altresì vietato ai soci diffondere notizie e parlare di fatti personali riguardanti altri soci o altre persone aderenti alla Cooperativa così come fare apprezzamenti offensivi, sollevare insinuazioni o illazioni di qualsiasi natura sull’integrità morale e professionale di altri soci e di altre persone della Cooperativa Ogni socio ha pari dignità e valore umano e professionale ed è pertanto obbligo per tutti i soci , a prescindere dal ruolo professionale e gerarchico funzionalmente assegnato, nonché dalle cariche istituzionali ricoperte, adottare e mantenere un comportamento educato, solidale e collaborativo, improntato al massimo rispetto umano e professionale ed alla massima comprensione e sostegno, evitando nel modo più assoluto modalità aggressive, offensive e intimidatorie. A maggior ragione non sono ammessi atti di violenza e di aggressione fisica. 8. Tutti i soci sono tenuti a compiere opera di promozione e pubblicità della Cooperativa. Per la salvaguardia del prestigio e del buon nome della Cooperativa i soci hanno il dovere di informare il Presidente e, per conoscenza il Consiglio di Amministrazione in forma scritta o comunque in modo inequivocabilmente formale, di ogni atto di cui venissero a conoscenza, lesivo degli interessi della cooperativa e/o dei suoi aderenti. 9. Qualora uno o più soci venissero a conoscenza di gravi e comprovate violazioni della Legge, dello Statuto e del regolamento commesse da parte di altri soci o comunque da personale appartenente alla Cooperativa, esso od essi hanno il dovere di darne comunicazione al Presidente o ad un suo delegato tra gli amministratori, attraverso comunicazione scritta e firmata o comunque attraverso canali indicati come “formali” dal Presidente stesso o dal suo delegato, circostanziando i fatti di cui si è venuti a conoscenza ed il nominativo di colui che ha commesso la presunta violazione. Non saranno prese in alcun modo in considerazione, denunce anonime, allusioni o pettegolezzi che, al contrario, costituiscono essi stessi una violazione alle norme comportamentali previste al comma 7) del presente Art. 6 ed ai generali principi di trasparenza.

10. L’avvio di procedure disciplinari in caso di violazione delle norme statutarie, del presente regolamento spetta al Presidente o ad un amministratore a ciò delegato, fermo restando la procedura informativa specificata al precedente comma 8. della cui corretta osservanza il Presidente o l’amministratore a ciò delegato dovrà assicurarsi prima di dare avvio a qualsivoglia procedimento disciplinare. Qualora fosse il Presidente stesso o il delegato di cui sopra, a rilevare l’eventuale inadempienza commessa, esso avrà facoltà di attivare autonomamente la procedura disciplinare nei confronti del trasgressore. Nell’uno e nell’altro caso il Presidente o l’amministratore a ciò delegato è tenuto a dare informazione al CdA, del procedimento in corso, nella prima riunione utile.

L’attivazione di procedimenti disciplinari dovrà essere comunicata anche al Comitato Etico. L’attivazione del procedimento disciplinare consisterà nel contestare per iscritto,

l’ inadempienza o la violazione rilevata. La lettera di contestazione dovrà essere trasmessa attraverso raccomandata A.R. o comunque attraverso una modalità da cui sia possibile dimostrare la data di avvenuta ricezione da parte del destinatario. In presenza di una formale contestazione disciplinare è fatto obbligo di concedere al socio, a prescindere dalla tipologia contrattuale ad esso applicata, un lasso di tempo congruo, di norma non inferiore a cinque giorni dalla data di ricezione della lettera di contestazione, per presentare le proprie giustificazioni e le proprie controdeduzioni a quanto contestatogli. Il Presidente o l’amministratore a ciò delegato ha facoltà di concedere al socio un lasso di tempo superiore ai cinque giorni sopra indicati. Il tempo concesso al socio per la presentazione delle proprie giustificazioni e controdeduzioni dovrà essere espressamente indicato nella lettera di contestazione. 11. Spetta al CdA stabilire l’eventuale irrogazione di provvedimenti disciplinari verso il socio, nonché la natura di tali provvedimenti, nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto, dal presente regolamento, dal C.C.N.L. per i soci subordinati e dai contratti individuali per i soci autonomi. Qualsiasi provvedimento, compreso quello di esclusione del socio dalla compagine sociale, potrà essere assunto dal Consiglio di Amministrazione solo dopo aver contestato per iscritto al socio l’inadempienza rilevata, secondo la procedura indicata al precedente punto 10. del presente articolo e non prima di aver recepito ed attentamente valutato le giustificazioni e le controdeduzioni presentate per iscritto dal socio. L’assunzione di eventuali provvedimenti verso il socio, compreso quello dell’esclusione, deve avvenire attraverso formale atto deliberativo e deve essere comunicato al socio e al Comitato Etico entro 10 giorni dalla data della deliberazione. Il Comitato Etico, dietro sollecitazione del Presidente esprimerà le proprie valutazioni a riguardo. Il Comitato Etico, potrà comunque esprimere un parere in merito anche su propria autonoma iniziativa, fermo restando che, in entrambi i casi , detto parere avrà solo un valore consultivo e non vincolante per il CdA. La comunicazione dei provvedimenti irrogati dovrà essere effettuata attraverso modalità da cui sia possibile provare la data di ricezione della stessa da parte del socio. La comunicazione riguardante il provvedimento di esclusione verrà effettuata sempre per raccomandata con ricevuta di ritorno secondo quanto previsto all’art. 14 dello Statuto

 

Partecipazione Sociale – Strumenti di informazione e principi di trasparenza

Articolo 7

1. La Cooperativa è un’associazione autonoma di persone unite volontariamente per soddisfare le proprie aspirazioni e bisogni economici, sociali , culturali e lavorativi , attraverso la creazione di una impresa di proprietà comune e democraticamente controllata dai soci che partecipano attivamente nello stabilire le politiche e nell’assumere le relative decisioni. Le persone elette come rappresentanti della Cooperativa sono responsabili nei confronti della base sociale e a questa rispondono del proprio operato garantendo ad essa tutte le forme di informazione, di confronto e di coinvolgimento sociale e lavorativo, volte a rendere concreta la partecipazione di tutti i soci alla vita della cooperativa nei suoi vari aspetti. 2 Le opportunità della partecipazione sociale all’interno della cooperativa non si esauriscono con l’assemblea dei soci. Onde garantire la corretta e trasparente circolazione delle informazioni e favorire il principio della partecipazione attiva e consapevole da parte dei soci, la Cooperativa utilizza i seguenti strumenti e le seguenti opportunità: a) Il CdA è tenuto a convocare e ad effettuare almeno tre assemblee annue in periodi tali da consentire ai soci, oltre alla canonica approvazione del bilancio consuntivo di esercizio, una sistematica informazione ed un costante monitoraggio delle attività in corso e delle iniziative da attivare, della situazione economica, finanziaria e patrimoniale, delle politiche di gestione del personale e delle strategie volte a favorirne lo sviluppo e la crescita professionale, delle politiche riguardanti la gestione delle risorse materiali ed immateriali, delle politiche di sviluppo volte ad ampliare il ventaglio delle attività e dei settori di intervento, degli investimenti posti in essere e di quelli che si rende opportuno attivare per il potenziamento ed il benessere della Cooperativa, dei progetti e delle gare d’appalto oggetto di bando di gara, delle collaborazioni di rete e delle alleanze e

degli accordi stretti o sottoscritti con altri soggetti pubblici e privati, della attività svolta dal Comitato Etico, delle variazioni riguardanti la composizione della base sociale e di quant’altro riguardi la vita della Cooperativa; b) I soci saranno informati delle date in cui verranno effettuate le riunioni del CdA e del Comitato Esecutivo, se nominato e degli argomenti oggetto di discussione in dette riunioni. I soci saranno inoltre informati delle determinazioni assunte da tali organi, unicamente per quella parte che attiene al dispositivo delle deliberazioni assunte, salvo quelli che non possano essere divulgati in osservanza della normativa sulla privacy. c) I verbali del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se nominato, sono riservati. Ai sensi dell’Art. 9 dello Statuto, e con le modalità da questo previste, essi potranno essere esaminati dai soci, qualora ne faccia richiesta almeno un decimo dei soci stessi

d) Il Presidente e gli amministratori del CdA si impegnano ad incontrarsi, di norma, almeno una volta l’anno con i vari settori, servizi ed aree funzionali della Cooperativa per affrontare le varie problematiche e tematiche che ogni singolo servizio presenta e per una migliore comunicazione; e) Il CdA si impegna , su tematiche specifiche riguardanti lo sviluppo e l’innovazione o la ridefinizione di assetti strutturali di rilevanza generale per la Cooperativa, a promuovere tra i soci la costituzione di gruppi di lavoro possibilmente eterogenei per composizione, a cui viene chiesto di discutere ed elaborare progetti e proposte, da sottoporre al CdA e all’Assemblea ; f) Tutti i soci hanno la facoltà di promuovere ed organizzare momenti strutturati di incontro, confronto e informazione. A riguardo, per iniziativa di almeno cinque soci , questi stessi potranno convocare un incontro con gli altri soci, su temi riguardanti la vita sociale della Cooperativa, ritenuti meritevoli di approfondimento, analisi e dibattito collegiale. La convocazione dell’incontro, sottoscritta da tutti i cinque soci promotori dell’iniziativa dovrà essere corredata dell’elenco degli argomenti su cui discutere e dovrà pervenire a tutti i soci destinatari e al CdA, con un preavviso di almeno cinque giorni. La comunicazione potrà essere inoltrata anche attraverso posta elettronica . Qualora gli incontri abbiano la precipua finalità di acquisire informazioni approfondite riguardo a situazioni o eventi su cui i soci ritengano importante disporre di maggiori delucidazioni e informazioni da parte del CdA e/o del Comitato Esecutivo (se nominato), gli amministratori di tali organi si impegnano ad essere presenti, almeno con un proprio membro a ciò delegato, al fine di fornire in modo corretto le informazioni richieste dai soci e ad evitare l’insorgenza di informazioni distorte. Le riunioni si terranno, di norma all’interno dei locali della sede legale della Cooperativa, che, compatibilmente con le esigenze di servizio, dovranno essere resi disponibili ai soci . Gli incontri in oggetto dovranno essere effettuati rigorosamente al di fuori dell’orario di lavoro

 

Corresponsione delle remunerazioni

Articolo 8

1. La corresponsione delle remunerazioni contrattualmente previste è comunque vincolata alle disponibilità finanziarie della cooperativa.

Se per fatti contingenti non fosse possibile pagare i compensi alle scadenze previste, la cooperativa informerà tempestivamente i soci. Eventuali acconti saranno calcolati in proporzione ai crediti dei soci. Detta proporzione dovrà comunque ispirarsi ad un criterio di ponderatezza, atta a tutelare quei soci con più basso profilo remunerativo. . Il protrarsi di tale situazione obbliga il consiglio di amministrazione ad attivare le procedure previste dall’articolo 10

2. Le retribuzioni ai soci con contratto di lavoro subordinato di norma saranno erogate con

cadenza mensile entro il giorno 10 del mese successivo a quello di lavoro.

3. I compensi per gli altri soci saranno erogati in base a quanto previsto dal contratto

individuale.

 

Ristorno

Articolo 9

1. In sede di approvazione del bilancio di esercizio l’Assemblea potrà approvare l’erogazione di ristorni in misura non superiore al 30% del trattamento economico complessivo spettante a ciascun socio lavoratore sia con contratto di lavoro subordinato che parasubordinato che autonomo.

2. Natura del Ristorno: Il ristorno cooperativo ha la funzione di prevedere una forma di retribuzione aggiuntiva per il Socio Lavoratore, in considerazione dell’attività lavorativa e della partecipazione allo scambio mutualistico e sociale con la cooperativa.

Il socio lavoratore, in particolare, con il proprio apporto, concorre a creare le condizioni di efficienza organizzativa e del lavoro, nonché le economie interne che contribuiscono a determinare l’utile di esercizio.

Il ristorno cooperativo, pertanto, costituisce uno degli elementi maggiormente qualificanti delle migliori condizioni economiche, sociali e professionali nella continuità dell’occupazione dei lavoratori soci, secondo quanto affermato negli scopi sociali della cooperativa e come storicamente inteso nella cooperazione di lavoro in generale. Il ristorno, come diritto al beneficio economico derivante dallo scambio mutualistico di lavoro, per volontà dei soci, deve ispirarsi alla più equa distribuzione tra tutti i lavoratori, con valorizzazione specifica della quantità e qualità dell’apporto lavorativo imputabile a ciascuno di essi.

3. Criteri di calcolo del ristorno

L’importo complessivo che l’Assemblea stabilirà di destinare ai soci lavoratori a titolo di ristorno sarà distribuita come segue: a) Aspetto qualitativo:  Il 40% sarà distribuita in misura equanime a tutti i soci lavoratori  Il 15% sarà distribuito in base alla qualifica professionale ricoperta dai soci lavoratori. La cifra riferita a tale percentuale deve pertanto essere rapportata alla retribuzione o ai compensi professionali spettanti contrattualmente a ciascun socio, in base all’inquadramento (se lavoratore subordinato) o al ruolo professionale (se lavoratore autonomo o a progetto) e la percentuale che ne deriva deve essere applicata alla suddetta retribuzione ovvero al suddetto compenso professionale per ottenere il ristorno spettante b) Aspetto quantitativo  il 45% sarà distribuito in modo proporzionato all’orario di lavoro annualmente previsto nel contratto di ogni socio lavoratore e, rispetto a tale orario, a quello da questi effettivamente lavorato nel corso dell’esercizio di competenza a cui i ristorni si riferiscono. Qualora nel contratto di lavoro (es. in caso di soci con contratto a progetto o di natura libero-professionale) non fosse stabilito un identificabile monte ore lavoro, il ristorno relativo all’apporto quantitativo di cui al presente punto b), verrà calcolato in base ad un “coefficiente ponderato” individuato dal CdA in relazione all’impegno e agli obiettivi contrattualmente previsti, tale da rappresentare, per quanto più possibile una stima di natura temporale. Ai soci lavoratori che nell’esercizio di competenza a cui i ristorni si riferiscono, non risultino iscritti nel libro soci per l’intero periodo dell’esercizio stesso, la parte di ristorno derivante dall’applicazione dei criteri di calcolo di cui alla suddetta lettera a), verrà corrisposto in modo commisurato al periodo, calcolato in dodicesimi, in cui essi risultino essere iscritti nei libro soci. Gli eventuali arrotondamenti che si renderanno necessari in caso di eventuale frazione di dodicesimo, saranno applicati per eccesso, quando tale frazione risulti uguale o superiore al 50% del dodicesimo stesso e per difetto, quando la frazione ne risulti inferiore. Nel primo caso ai fini del calcolo verrà conteggiato l’intero dodicesimo, nel secondo caso esso non sarà, viceversa , considerato. La parte di ristorno derivante dall’applicazione dei criteri di cui alla precedente lettera b) tiene già conto del tempo lavorato dal socio lavoratore nel corso dell’esercizio e non necessita pertanto di essere ulteriormente proporzionato alla frazione di esercizio per cui esso risulti iscritto nel libro soci.

L’erogazione dei ristorni non dovrà essere superiore al 30% (trenta per cento) del trattamento economico complessivo annuo spettante a ciascun socio lavoratore.

3. Modalità di assegnazione del ristorno

Le modalità di erogazione del ristorno ai soci potranno essere decise, in sede di approvazione del bilancio, nelle seguenti forme:

a) integrazione alla retribuzione o ai compensi spettanti;

b) aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato, anche in deroga ai

limiti stabiliti dall’art. 2525 del codice civile;

c) distribuzione gratuita dei titoli di cui agli artt. 410 e 5 della Legge 31 gennaio

1992 n. 59;

d) mediante l’emissione di strumenti finanziari;

e) ogni eventuale altra forma consentita dalla legge.

L’assegnazione del ristorno ai soci potrà avvenire mediante distribuzione ai soci medesimi di una quota dell’utile netto di esercizio ovvero mediante iscrizione del ristorno nel conto economico dell’esercizio. La suddetta delibera assembleare, in tale ultimo caso, deve operare ratifica dello stanziamento in bilancio dei trattamenti di cui al precedente periodo effettuato dagli amministratori

4. Ristorni non assegnati

Le somme destinate dall’ Assemblea ai sensi del presente Regolamento e per qualsiasi ragione non erogate saranno accreditate a conto economico e poi accantonate nelle riserve straordinarie

E’ impegno di tutti i soci operare con il massimo impegno ed efficacia per dar modo alla Cooperativa di poter effettuare ristorni

 

Situazione di crisi aziendale

Articolo 10

1. Qualora si verifichi una grave crisi aziendale dovuta a contrazione dell’attività, con sensibile e duratura diminuzione dei ricavi , crisi settoriali e/o di mercato, problemi finanziari, mancato incasso di crediti o altri motivi di analoga gravità, il consiglio di amministrazione convocherà tempestivamente l’assemblea ordinaria dei soci predisponendo le proposte per affrontare la situazione.

2. L’assemblea potrà deliberare un piano di intervento volto ad attivare meccanismi correttivi alla situazione di crisi che, in via prioritaria, dovrà cercare di salvaguardare, quanto più possibile, i livelli occupazionali, ed in particolare quelli dei soci, utilizzando ove possibile gli eventuali strumenti a sostegno del reddito previsti dalla legislazione.

Il piano di intervento potrà prevedere, in ragione dell’obiettivo prioritario di

salvaguardia dei livelli occupazionali, forme di apporto anche quali, in via esemplificativa

e non esaustiva:

a) forme di prestazione lavorativa aggiuntiva non retribuita;

b) riduzione dell’orario di lavoro

c) temporanea riduzione dei trattamenti economici complessivi previsti : dal CCNL, per quanto attiene ai soci con contratto di lavoro subordinato dai contratti individuali pattuiti per quanto attiene ai soci con contratto di lavoro non subordinato .

con l’indicazione che, ricorrendo quanto sopra, prima dell’adozione delle misure sopra

elencate, verranno di norma sospesi incentivi e premi “ad personam”

3. La riduzione dei trattamenti economici, contrattualmente previsti interesserà, in primo luogo

quelli definiti a livello aziendale e/o territoriale

La riduzione del trattamento economico previsto dal CCNL per i soci con contratto subordinato verranno effettuati in deroga a quanto previsto all’Art. 6 , comma 2 Legge 142 mentre le riduzioni dei trattamenti economici nei confronti del socio con contratto non subordinato avverranno in deroga a quanto pattuito tra il socio stesso e la cooperativa all’interno del contratto individuale stipulato.

4. Compatibilmente con l’esigenza di garantire la funzionalità dei servizi, i provvedimenti che comporteranno la diminuzione o la non corresponsione degli elementi retributivi, dovranno – in linea generale – interessare tutti i soci

5. Ai fini di cui al presente articolo, il consiglio di amministrazione, nel formulare la proposta da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, potrà comunque tenere presenti comprovate situazioni individuali di grave difficoltà economica dei soci.

Durante il periodo di crisi aziendale non sarà comunque possibile effettuare il ristorno di cui

all’articolo 9 e non potranno essere distribuiti eventuali utili.

 

Recesso ed esclusione

Articolo 11

1. L’eventuale provvedimento di esclusione di un socio lavoratore, qualsiasi sia la tipologia di contratto applicato, è assunto, con formale atto deliberativo, dal Consiglio di Amministrazione e deve essere comunicato al socio secondo le modalità stabilite all’Art. 14 dello Statuto e all’art. 6, punto 11 del presente regolamento, previo espletamento delle procedure di contestazione al socio e di valutazione delle giustificazioni da questo prodotte, descritte all’Art. 6, punti 10. e 11. del presente regolamento

 

TITOLO II: SOCI COOPERATORI CON RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO

 

CCNL di riferimento per i soci con rapporto di lavoro subordinato

Articolo 12

Per i soci con i quali è instaurato un rapporto di lavoro di tipo subordinato si farà riferimento, per il trattamento economico complessivo minimo, al CCNL delle Cooperative sociali, per i soci occupati nei settori socio-assistenziale, educativo, sanitario e dei servizi
In caso di impiego del socio in più settori di attività, si farà riferimento al CCNL relativo
all’attività prevalente al momento dell’avvio al lavoro. In caso di cambio di settore si
procederà alla variazione del CCNL entro tre mesi dall’inizio della nuova attività.
2. In caso di sottoscrizione, dopo l’approvazione del presente regolamento, di un CCNL relativo al settore di attività della cooperativa, lo stesso CCNL potrà essere preso a riferimento dalla cooperativa per il trattamento economico minimo da applicare ai soci subordinati che operano in tale settore. Il consiglio di amministrazione è delegato fin d’ora a predisporre le necessarie modifiche al presente regolamento da presentare all’assemblea dei soci

 

Organizzazione del lavoro per i soci con rapporto di lavoro subordinato

Articolo 13

1. Ogni socio con contratto di lavoro subordinato, è tenuto ad operare nel rispetto delle disposizioni regolatrici del tipo di rapporto di lavoro concordato. I soci dovranno essere informati circa l’assetto organizzativo, l’organigramma aziendale e le scelte di importanza particolare della cooperativa.
2. Il lavoro dei soci con contratto subordinato viene organizzato e diretto dai responsabili di
area servizio, settore etc. , che curano, quando necessario, i rapporti esterni e tra socio e direzione.
Il socio con contratto di lavoro subordinato è tenuto a rispettare le disposizioni impartite.
3. La cooperativa potrà, per far fronte a proprie esigenze, distaccare propri soci presso un altro datore di lavoro. Il distacco avverrà nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e del presente regolamento. Il distacco non comporterà per i soci interessati la riduzione, diretta o indiretta , della retribuzione percepita o l’adibizione a mansioni inferiori a quelle svolte in precedenza. Eventuali spese sostenute dal socio in ordine al distacco disposto, saranno oggetto di rimborso

 

Trattamento economico dei soci con contratto di lavoro subordinato

Articolo 14

1. Il trattamento economico dei soci sarà rapportato alla quantità e qualità di lavoro conferito in cooperativa. L’attribuzione dei livelli previsti dal CCNL, avverrà in base all’effettiva capacità del socio di svolgere le mansioni dagli stessi previste.
2. Ai sensi dell’articolo 3 della Legge 142/2001, il trattamento economico complessivo sarà
quello previsto dal CCNL di riferimento come definito all’articolo 12 del presente
regolamento.
3. Costituisce inoltre parte del trattamento economico spettante al socio la eventuale retribuzione integrativa attribuita dal consiglio di amministrazione a singoli soci o categorie di soci a titolo di superminimo, ad personam o altra voce retributiva anche in relazione al particolare tipo di orario di lavoro prestato, eventualmente riassorbibile in futuri aumenti contrattuali. Tale trattamento sarà riconosciuto in base alla professionalità e/o all’impegno dimostrato ovvero per lo svolgimento di particolari funzioni richieste dal Consiglio di Amministrazione.

 

Comportamento del socio con rapporto di lavoro subordinato: Codice disciplinare e provvedimenti disciplinari

Articolo 15

1. Il socio lavoratore deve impostare il proprio contegno al rispetto dei
colleghi e dell’utenza afferente ai servizi agendo con criteri di responsabilità, attenendosi
alle disposizioni impartite dalla Presidenza e/o dalla Direzione e/o dei propri Responsabili,
ed osservando in modo scrupoloso i propri doveri.
2. Le mancanze, le violazioni e le inadempienze contrattuali nonché i relativi provvedimenti disciplinari , sono normati dal CCNL e ad esso si fa pertanto riferimento. Ad integrazione di quanto previsto in materia disciplinare dal suddetto CCNL, sono oggetto di contestazione anche le violazioni degli obblighi e dei divieti prescritti dallo Statuto Sociale, dal presente regolamento e dalla Carta Etica.
In caso di violazioni che, ai sensi dello Statuto si configurino quali cause di esclusione, il
CdA potrà deliberare di escludere il socio dalla compagine sociale.
I provvedimenti disciplinari previsti dal C.C.N.L. come pure il provvedimento di
esclusione previsto dallo Statuto, potranno essere assunti dal CdA nei confronti del socio
solo dopo aver osservato le procedure prescritte all’Art. 6 commi 10 e 11 del presente
Regolamento.
La mancata risposta del socio alla lettera di contestazione e di richiesta giustificazioni di cui all’Art. 6 , comma 10, si configurerà come una accettazione del socio stesso alle violazioni contestategli.
Il CdA si riserva di non prendere in alcuna considerazione le giustificazioni trasmesse dal socio oltre i termini indicati nella lettera di contestazione.
A tal fine il socio è tenuto a presentare le proprie giustificazioni attraverso una modalità per cui sia possibile rilevare la data di trasmissione delle giustificazioni stesse.
Ai sensi del medesimo Art. 6 , commi 10 e 11, l’attivazione di un procedimento disciplinare e l’eventuale irrogazione di provvedimenti disciplinari dovranno essere oggetto di comunicazione al Comitato Etico

 

Risoluzione del rapporto di lavoro socio con rapporto di lavoro subordinato

Articolo 16

1. I contratti di lavoro subordinato si risolvono:
– Per i motivi disciplinari previsti dal C.C.N.L. di riferimento. La risoluzione del contratto di lavoro subordinato è causa di esclusione da socio.
– In caso di esclusione o di recesso di cui agli artt. 12 e 13 dello Statuto. Ai sensi della Legge 30/03 Art. 9, il provvedimento di esclusione è causa automatica di estinzione del rapporto di lavoro.
Qualora l’interruzione del rapporto di lavoro avvenga per volontà del socio, lo stesso, in
luogo del recesso può chiedere al CdA, che ne ha facoltà, di essere inserito in
altra sezione del libro soci sempre che risulti in possesso delle caratteristiche e dei
requisiti previsti per la tipologia di socio a cui chiede di essere ammesso.

 

Esercizio dei diritti sindacali soci lavoratori con rapporto di lavoro subordinato

Articolo 17

1. L’esercizio dei diritti sindacali in quanto compatibile con lo stato di socio lavoratore sarà disciplinato esclusivamente in base a specifici accordi stipulati a livello nazionale dalle associazioni cooperative e dalle organizzazioni sindacali in base alla vigente normativa.
2. In attesa della stipula degli accordi di cui al comma 1, il consiglio di
amministrazione favorirà la partecipazione dei soci alla vita e alle
scelte della cooperativa anche attraverso il rafforzamento dei
momenti di dibatto interno previsti all’articolo 6 del presente
regolamento.

 

Norme sulla sicurezza sul lavoro e sulla privacy per i soci con rapporto di lavoro subordinato

Articolo 18

1. I soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato sono tenuti al rispetto delle indicazioni che la Cooperativa si obbliga ad impartire loro ai sensi:
a) Del DLgs 81/2008 e successive modificazioni in materia di sicurezza, prevenzione e protezione:
b) Della Legge 196/03 e successive modificazioni in materia di privacy, trattamento e conservazione dei dati.

 

TITOLO III: SOCI COOPERATORI CON RAPPORTO DI LAVORO NON SUBORDINATO

 

Normativa applicabile ai soci con rapporto di lavoro non subordinato

Articolo 19

1. Per i soci con contratto di collaborazione a progetto riconducibile a
uno a più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso, ai
sensi degli articoli da 61 a 69 del DLGS n. 276/2003, si applicano le
seguenti disposizioni di legge:
– ai fini fiscali, l’articolo 47 comma 1 lettera c) e 48 bis comma 1 DPR
917/86;
– ai fini previdenziali e assistenziali, l’articolo 2 comma 26 Legge
335/1995 e successive modifiche;
– ai fini dell’assicurazione INAIL, l’articolo 5 DLGS 38/2000, se l’attività svolta è soggetta a tutela assicurativa contro gli infortuni professionali e le malattie professionali.
Si applicano inoltre tutte le altre disposizioni di legge che riguardano il presente tipo di contratto di lavoro anche se entrate in vigore dopo l’emanazione del presente regolamento.
2. Il contratto di lavoro stipulato con i soci , può essere anche di tipo autonomo. Per i
soci con contratto autonomo iscritti ad albi ed ordini professionali è applicabile, in quanto compatibile, la disciplina dettata dalla legge istitutiva dell’Ordine cui il socio appartiene con i conseguenti effetti ai fini dell’inquadramento previdenziale e fiscale. Si applicano inoltre tutte le altre disposizioni di legge che riguardano il presente tipo di contratto di lavoro anche se entrate in vigore dopo l’emanazione del presente regolamento.
3. La cooperativa si impegna ad effettuare tutti gli adempimenti alla stessa affidata dalle disposizioni applicabili al tipo di lavoro instaurato e ad assumersi i relativi oneri economici. La cooperativa applicherà tutte le disposizioni in materia fiscale e previdenziale e assicurativa riferibili a ogni tipologia di contratto anche se entrate in vigore dopo l’emanazione del presente regolamento.

 

Organizzazione del lavoro per i soci con rapporto di lavoro non subordinato

Articolo 20

1. Ogni socio è tenuto ad operare nel rispetto delle disposizioni regolatrici del tipo di rapporto di lavoro concordato. I soci dovranno essere informati circa l’assetto organizzativo, l’organigramma aziendale e le scelte di importanza particolare della cooperativa.
2. Il lavoro dei soci con rapporto di tipo non subordinato si svolgerà con le modalità idonee a raggiungere gli obiettivi stabiliti dal contratto individuale in collaborazione e/o in coordinamento con le strutture della cooperativa.

 

Trattamento economico dei soci con rapporto di lavoro non subordinato

Articolo 21

1. Il trattamento economico dei soci sarà rapportato alla quantità e qualità di lavoro conferito in cooperativa e facendo riferimento a quanto stabilito dalle disposizioni di legge, dalle tabelle professionali, dagli accordi collettivi ove esistenti, dagli usi e consuetudini, tenuto conto dei costi diretti e indiretti sostenuti dalla cooperativa. In ogni caso il trattamento retributivo sarà concordato per iscritto tramite un contratto o convenzione appositamente sottoscritta con il socio stesso e niente altro potrà essere richiesto o preteso da questo salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute, previa autorizzazione del Presidente o di suo delegato.

 

Norme generali di comportamento dei soci con rapporto di lavoro non subordinato – Procedure di contestazione e provvedimenti

Articolo 22

1. I soci con contratto diverso da quello di lavoro non subordinato sono tenuti a svolgere la
loro attività secondo le regole proprie de rapporto di lavoro instaurato e dal contratto individuale stipulato. Il comportamento del socio cooperatore con rapporto di lavoro non subordinato prevede il rispetto delle norme comportamentali richieste anche al socio cooperatore con contratto subordinato.
2. La mancanza del vincolo di subordinazione comporta comunque per il socio:
 l’obbligo di impostare il proprio contegno al rispetto dei colleghi e dell’utenza afferente ai servizi.
 l’obbligo di coordinare la propria attività con quella della cooperativa e di aderire alle linee di indirizzo della stessa definite dai suoi organi partecipando, quando necessario, alle attività di coordinamento, di informazione, di aggiornamento reputate necessarie dalla cooperativa per il buon svolgimento dell’attività lavorativa.
3. In caso di mancato rispetto delle condizioni contrattuali e delle modalità di esecuzione
del lavoro stabilite nel contratto individuale, di inadempienze e/o violazioni dei dettati
statutari, della Carta Etica, del presente regolamento , ivi compreso il non rispetto delle
norme comportamentali, la Cooperativa, ai sensi di quanto previsto all’Art. 6 commi 10 e
11, provvederà a segnalare al socio, per iscritto, le inadempienze e/o le violazioni,
concedendogli un periodo congruo per la formulazione di controdeduzioni che il CdA avrà
cura di valutare prima di assumere eventuali decisioni in merito sia al rapporto
contrattuale, sia al rapporto sociale stipulato con il socio.
Qualora si verificassero situazioni di particolare ed oggettiva gravità, tali da mettere a
rischio la funzionalità ed il buon nome della Cooperativa, il consiglio di amministrazione, o
in caso di urgenza il Presidente, potrà disporre la sospensione immediata dell’attività del
socio in attesa dei necessari chiarimenti.
Nel rispetto dei dettati previsti all’Art. 6 comma 10 e 11 e analogamente a quanto disposto
nella disciplina dei soci con rapporto di lavoro subordinato di cui all’Art. 15, comma 3,
spetta l’obbligo di comunicazione al Comitato Etico di qualsiasi procedimento a carico del
socio.
4. L’esclusione da socio, come previsto dall’Art. 9 Legge 30/03, è causa di automatica di estinzione del rapporto di lavoro. L’interruzione del contratto di lavoro può essere causa di esclusione da socio.
5. Il socio deve garantire che nello svolgimento dell’attività assegnatagli non siano violati
diritti di terzi o impegni assunti dalla cooperativa nei confronti di terzi.
6. Il socio agirà impiegando le proprie capacità e non potrà delegare a terzi, in tutto o in
parte, l’esecuzione di quanto affidatogli.
7. Il socio impossibilitato a portare a termine l’incarico affidatogli per gravi e comprovati motivi, è tenuto a darne tempestiva comunicazione alla direzione della cooperativa che provvederà ad attivare le opportune soluzioni organizzative per la conclusione del lavoro.

 

Assenze

Articolo 23

1. I soci, ancorché con contratto di lavoro non subordinato, sono tenuti a comunicare alla
cooperativa le assenze o la mancata prestazione lavorativa che possano comportare
modifiche ai termini pattuiti nel contratto individuale o successivamente definiti o disguidi
nella programmazione e nell’organizzazione concordata .
2. Per i contratti a progetto, in caso di assenza per malattia o infortunio, il rapporto
contrattuale con il socio collaboratore potrà rimane sospeso, senza erogazione del corrispettivo, per non più di 1/6 della durata del contratto, se tale durata è determinata, o di 30 giorni, negli altri casi. In caso di gravidanza, la collaboratrice potrà chiedere che il contratto sia sospeso per un massimo di 180 giorni. Tale richiesta dovrà essere accompagnata da idonea documentazione attestante lo stato di gravidanza.

 

Norme sulla sicurezza sul lavoro e Privacy soci con contratto di lavoro non subordinato

Articolo 24

1. In materia di sicurezza e di privacy, ai soci lavoratori con contratto di lavoro non subordinato si applicano le medesime disposizioni previste per i soci con rapporto subordinato, di cui all’Art. 18 del presente regolamento.

 

Infortunio soci con contratto non subordinato

Articolo 25

1. I soci con contratto a progetto, se soggetti all’iscrizione all’INAIL, sono obbligati – salvo cause di forza maggiore – a dare immediata notizia alla cooperativa di qualsiasi infortunio sul lavoro accaduto, anche se di lieve entità e/o avvenuto in itinere. Il relativo certificato medico deve essere trasmesso alla cooperativa, nel più breve tempo possibile e comunque entro due giorni successivi a quello del suo rilascio al socio.
La ripresa dell’attività lavorativa è subordinata alla presentazione di apposito certificato di idoneità lavorativa.
2. I soci con un contratto di tipo non subordinato diverso da quello di cui al punto precedente sono comunque tenuti ad informare la direzione della cooperativa degli infortuni occorsi loro all’interno della cooperativa anche al fine di attivare eventuali coperture assicurative accese dalla Cooperativa e/o effettuare una nuova valutazione dei rischi. Gli adempimenti dei confronti dell’INAIL o di altri enti assicuratori pubblici saranno a carico dei soci stessi.
3. Fermo restando quanto previsto all’articolo 21 in merito alle assenze, durante il periodo di infortunio al socio spetterà l’intero trattamento economico pattuito se la prestazione prevista dal contratto individuale sarà svolta completamente. Qualora questo non fosse possibile, ovvero in caso di prestazioni correlate in tutto o in parte al tempo di lavoro, al socio spetterà la sola, eventuale, indennità economica di invalidità temporanea a carico INAIL, se dovuta in base alla tipologia contrattuale.

 

Malattia soci con contratto di lavoro non
Subordinato

Articolo 26

1. Fermo restando quanto previsto all’articolo 23 in merito alle assenze, durante il periodo di malattia al socio spetterà l’intero trattamento economico pattuito se la prestazione prevista dal contratto individuale sarà svolta completamente. Qualora questo non fosse possibile, ovvero in caso di prestazioni correlate in tutto o in parte al tempo di lavoro, al socio spetterà la sola eventuale indennità economica a carico INPS, se dovuta, richiesta direttamente dallo stesso socio .

 

Risoluzione del rapporto di lavoro soci con contratto di lavoro non subordinato

Articolo 27

1. I rapporti di lavoro verso soci con contratto non subordinato, si risolvono automaticamente in caso di esclusione o recesso, di cui agli Artt. 12 e 13 dello Statuto rispettivamente Qualora l’interruzione del rapporto di lavoro avvenga per volontà del socio, lo stesso, in luogo del recesso può chiedere al CdA, che ne ha facoltà, di essere inserito in altra sezione del libro soci sempre che risulti in possesso delle caratteristiche e dei requisiti previsti per la tipologia di socio a cui chiede di essere ammesso.
2. I rapporti di lavoro verso i soci con contratto non subordinato si risolvono inoltre definitivamente alla data della scadenza contrattualmente pattuita nei seguenti casi:
a) Qualora sussistano comprovati motivi di inadempienza contrattuale e/o inosservanze di cui al predetto Art. 22, tali da non consentire un ulteriore prosecuzione del rapporto lavorativo;
b) Qualora le prestazioni offerte dal socio non siano più necessarie a causa di effettiva e
definitiva soppressione delle attività professionali, del servizio o della terminazione del/dei progetti per cui il contratto di lavoro individuale era stato sottoscritto con il socio ovvero che esse risultino così modificate per oggettive esigenze di riorganizzazione interna della Cooperativa, da non necessitare o consentire un ulteriore impiego della professionalità del socio. Nel caso in cui ricorrano le condizioni descritte, la Cooperativa, in ottemperanza al perseguimento degli scopi mutualistici che si prefigge, si impegnerà ad esaminare la possibilità di impiegare il socio in altra area funzionale, qualora le competenze professionali di quest’ultimo, nonché la capacità economico-produttiva e l’assetto organizzativo della Cooperativa lo consentano. Il contratto si intenderà invece definitivamente risolto ricorrendo l’impossibilità di ricollocazione del socio ovvero in caso di un suo rifiuto a prestare la propria opera in altra area funzionale e con contratto professionale diverso dal precedente.
3. Qualora ricorrano comprovati motivi disciplinari di cui all’Art. 22 del presente regolamento, resta comunque salva la possibilità della Cooperativa di poter rescindere il contratto con il socio in data anteriore rispetto alla scadenza pattuita e di risolvere così anticipatamente il rapporto contrattuale con questi stipulato;
4. La risoluzione del rapporto di lavoro per i motivi di cui al punto 2. lettera a) del presente articolo 27 nonché del comma 3, potrà essere causa di immediato provvedimento di esclusione del socio, da parte del CdA.
5. La risoluzione del rapporto di lavoro per i motivi di cui al punto 2. lettera b) potrà esser causa di provvedimento di esclusione solo decorsi 12 mesi dalla scadenza contrattuale. Tale lasso di tempo ai fini di poter individuare una eventuale possibilità di ricollocazione del socio in area diversa e con diverso incarico professionale.

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